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REMOTE TESTING E PROCTORING:COSA NON HA FUNZIONATO?

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AZIONI CONF FIR · INCHIESTA EPSO · DOSSIER 02

REMOTE TESTING E PROCTORING:
COSA NON HA FUNZIONATO?

Problemi tecnici, assistenza, condizioni delle prove, privacy e parità di trattamento. Quando la tecnologia utilizzata per selezionare i candidati diventa essa stessa parte del problema.

Il remote testing doveva rendere le selezioni europee più moderne, rapide e accessibili.

Ma trasferire un concorso dal centro d’esame alla casa del candidato significa trasferire sul candidato anche una parte delle condizioni tecniche necessarie per partecipare.

Computer, sistema operativo, connessione, webcam, microfono, ambiente domestico, software e disponibilità del proctor diventano elementi della procedura concorsuale.

A quel punto la domanda non è più soltanto:

“Il candidato conosceva la risposta?”

ma anche:

“Ha potuto dimostrarlo nelle stesse condizioni degli altri candidati?”

Il problema era reale: lo dice il Mediatore europeo

Nel marzo 2023 il Mediatore europeo aprì un’indagine d’iniziativa sull’utilizzo del remote testing da parte di EPSO.

La decisione non nasceva da una semplice discussione sui social network.

Il Mediatore aveva ricevuto un numero significativo di reclami da candidati.

FATTO DOCUMENTATO

L’indagine del Mediatore ha individuato diversi problemi nell’organizzazione e nella supervisione delle prove remote, nelle informazioni fornite ai candidati, nella gestione dei reclami e nella riprogrammazione delle prove.

Il candidato doveva trasformare casa propria in un centro d’esame

Le istruzioni per le prove remote imponevano requisiti riguardanti sia l’attrezzatura tecnica sia l’ambiente fisico nel quale sostenere l’esame.

COMPUTER Compatibilità hardware e software, permessi di sistema e configurazione.
CONNESSIONE Stabilità sufficiente durante l’intera prova.
WEBCAM E MICROFONO Necessari per il controllo remoto.
AMBIENTE Locale idoneo e conforme alle istruzioni.
SOFTWARE Installazione e funzionamento dell’applicazione del contractor.
PROCTOR Disponibilità dell’operatore incaricato di controllare la prova.

ANALISI CONF FIR

Questo modello introduce una questione che merita di essere analizzata attentamente.

In un centro d’esame l’amministrazione controlla computer, rete, software e ambiente.

Nel remote testing una parte significativa di queste condizioni dipende invece dalla situazione materiale del candidato.

La tecnologia non è quindi soltanto uno strumento organizzativo: può incidere concretamente sulla parità delle condizioni di esame.

Problema n. 1 – Il test che non parte

CASO DOCUMENTATO

EPSO/AD/398/22

Un candidato incontra problemi tecnici che impediscono l’avvio della prova.

Tenta di contattare l’assistenza, ma viene inserito in una lunga coda.

Quando riesce finalmente a collegarsi, il proctor gli comunica che esistono problemi con i server.

Il test parte con circa due ore di ritardo.

Il caso arriverà successivamente al Mediatore europeo.

Nel luglio 2024 il Mediatore concluderà che vi era stata cattiva amministrazione nel modo in cui EPSO aveva gestito il reclamo.

Problema n. 2 – Aspettare il proctor

CASO DOCUMENTATO

Un’ora e venti minuti di attesa

In un altro caso relativo alla procedura EPSO/AD/398/22, dopo una breve interruzione della connessione una candidata deve attendere che diventi disponibile un proctor.

Le viene inizialmente detto che dovrebbe arrivare “da un momento all’altro”.

L’attesa continua.

Dopo circa venti minuti la candidata chiede che venga registrato formalmente un reclamo.

Dopo un’ora e venti minuti decide infine di uscire dall’esame.

IL PARADOSSO

Quando la candidata reclama successivamente, EPSO chiede un ticket number del contractor come prova del problema.

Il Mediatore stabilirà invece che la candidata aveva seguito le istruzioni disponibili e che EPSO avrebbe dovuto approfondire il caso.

Problema n. 3 – Come dimostrare un problema tecnico?

Questo è uno degli aspetti più interessanti emersi dall’inchiesta del Mediatore.

Il candidato poteva trovarsi nella situazione di dover contemporaneamente:

continuare la prova, cercare assistenza, comunicare con il proctor, salvare eventuali chat, ottenere un ticket e raccogliere la prova che qualcosa non funzionava.

Ma chi stava sostenendo un concorso doveva anche diventare il tecnico forense del proprio malfunzionamento?

Il Mediatore ha criticato EPSO anche per informazioni contraddittorie su come i candidati dovessero dimostrare i problemi incontrati.

Cinque casi di cattiva amministrazione

Il 10 luglio 2024 il Mediatore europeo rende pubbliche le conclusioni relative a cinque indagini.

RISULTATO

In tutti e cinque i casi il Mediatore individua cattiva amministrazione nel modo in cui EPSO aveva gestito i reclami dei candidati relativi alle prove remote.

Tra i problemi documentati:

Problema Cosa emerge
Avvio del test Difficoltà o impossibilità di avviare correttamente la prova.
Strumenti della piattaforma Funzioni mancanti o non correttamente operative.
Proctor Attese eccessive per ottenere assistenza o supervisione.
Reclami Rigidità nella valutazione delle prove fornite dai candidati.
Informazioni Indicazioni non sempre coerenti su come documentare il problema.

La responsabilità non può essere scaricata semplicemente sul contractor

Le prove erano materialmente gestite attraverso un contractor esterno.

Questo elemento è importante, ma non risolve il problema della responsabilità istituzionale.

ANALISI CONF FIR

Il candidato partecipa a un concorso EPSO, non a un concorso del fornitore informatico.

L’esternalizzazione di una piattaforma non può quindi eliminare la responsabilità dell’amministrazione di garantire condizioni eque, procedure verificabili e un sistema efficace di reclamo.

Ed è proprio qui che nascerà uno dei prossimi capitoli dell’inchiesta:

chi selezionava il contractor, chi ne controllava le prestazioni e quali indicatori permettevano di capire che il sistema stava producendo problemi?

Privacy: un secondo fronte

Il remote proctoring non comporta soltanto problemi tecnici.

Per controllare una prova da remoto è necessario trattare informazioni relative al candidato e all’ambiente nel quale si trova.

La questione arriva anche all’European Data Protection Supervisor.

27 NOVEMBRE 2024

L’EDPS adotta una decisione relativa a tre reclami riguardanti il remote proctoring utilizzato da EPSO attraverso un contractor esterno nel corso del 2023.

L’EDPS emette un reprimand nei confronti di EPSO.

Un problema di privacy che era prevedibile?

La sorveglianza remota di un candidato all’interno della propria abitazione solleva inevitabilmente questioni di protezione dei dati.

Prima dell’introduzione del remote proctoring su larga scala:

quali valutazioni erano state effettuate?

Quali rischi erano stati identificati?

Chi li aveva esaminati?

La rappresentanza del personale aveva ricevuto queste informazioni?

Qualcuno aveva chiesto ulteriori garanzie?

Sono domande che dovranno trovare una risposta nei documenti della fase precedente all’introduzione del sistema.

Accessibilità: uguali sulla carta non significa sempre uguali nella realtà

Un sistema di selezione europeo deve poter garantire accomodamenti ragionevoli ai candidati che ne abbiano necessità.

Nel remote testing questo principio diventa particolarmente delicato.

Software di controllo, restrizioni del computer, tempi delle prove, interazione con il proctor e caratteristiche della piattaforma possono infatti interferire con strumenti assistivi o esigenze individuali.

DOMANDA ANCORA APERTA

Quanti candidati richiesero accomodamenti ragionevoli nelle principali procedure remote?

Quanti incontrarono problemi?

Quanti ottennero un retest?

Questi dati dovrebbero essere resi pubblici in forma aggregata.

Ma l’inchiesta deve riconoscere anche le correzioni

Nel febbraio 2025 il Mediatore europeo riconosce che EPSO ha reagito costruttivamente ad alcune delle sue conclusioni.

In quattro casi nei quali era stata riscontrata cattiva amministrazione, EPSO ha offerto ai candidati interessati la possibilità di ripetere le prove.

Altri due casi erano stati risolti durante le indagini attraverso l’offerta di un nuovo test.

FATTO DOCUMENTATO

EPSO ha quindi modificato alcune delle proprie pratiche e adottato misure correttive.

Anche questo deve far parte di una ricostruzione corretta.

Il vero problema: imparare prima, non dopo

Una grande amministrazione può incontrare un problema tecnico.

Un fornitore può commettere un errore.

Una piattaforma può fallire.

La questione decisiva diventa quindi la capacità dell’organizzazione di riconoscere rapidamente un problema sistemico.

Quanti segnali servono prima che un problema non possa più essere considerato un semplice incidente?

E qui ritorna la rappresentanza del personale

CONF FIR vuole evitare una semplificazione.

Non sarebbe corretto affermare che i rappresentanti del personale fossero responsabili dei malfunzionamenti informatici.

Ma la rappresentanza esiste anche per intercettare problemi che riguardano personale e candidati e portarli all’attenzione di chi decide.

LA QUESTIONE SINDACALE

Se alcuni rappresentanti disponevano di importanti risorse sindacali o di distacchi molto rilevanti, la domanda non può essere se sapessero programmare una piattaforma informatica.

La domanda corretta è:

quando ricevettero le prime informazioni, quali domande posero, quali verifiche richiesero, quali iniziative intrapresero e come informarono il personale?

E soprattutto:

quando i reclami cominciarono ad accumularsi, qualcuno chiese formalmente di fermarsi prima che il problema diventasse ancora più grande?

Le 8 domande che il Dossier 02 lascia aperte

# Domanda
1 Quali test tecnici furono effettuati prima dell’introduzione del remote testing?
2 Quali livelli di malfunzionamento erano considerati accettabili?
3 Chi controllava concretamente le prestazioni del contractor?
4 Quando EPSO comprese che i problemi non erano più casi isolati?
5 Quali valutazioni preventive furono effettuate sulla protezione dei dati?
6 Quali dati esistono sugli accomodamenti ragionevoli e sui problemi di accessibilità?
7 Quando la rappresentanza del personale ricevette informazioni sulle criticità?
8 Quali interventi documentati furono effettuati prima delle sospensioni e delle cancellazioni?

Le fonti dell’inchiesta

European Ombudsman
Own-initiative inquiry OI/1/2023/VS – Remote testing in EPSO selection procedures.
European Ombudsman – 10 luglio 2024
Cinque decisioni riguardanti la gestione dei reclami relativi alle prove remote.
European Data Protection Supervisor – 27 novembre 2024
Decisione sui casi 2023-0477, 2023-0555 e 2023-0966 relativi al remote proctoring EPSO.
European Ombudsman – 12 febbraio 2025
Follow-up sulle misure adottate da EPSO dopo le indagini.

PROSSIMO DOSSIER

DOSSIER 03 – CHI GOVERNA EPSO?

È il passaggio decisivo dell’inchiesta.

Ricostruiremo la struttura del Management Board EPSO, i poteri della Direzione, il ruolo delle Istituzioni, della Commissione e della DG HR e soprattutto la posizione dei rappresentanti del personale.

Distingueremo finalmente chi poteva decidere, chi poteva votare, chi poteva osservare, chi poteva segnalare e chi doveva controllare.

Solo dopo questa ricostruzione potremo affrontare seriamente la domanda più delicata:

la rappresentanza del personale aveva strumenti che avrebbero potuto contribuire a evitare almeno una parte di questi problemi?

AZIONI CONF FIR

INCHIESTA SPECIALE
CONCORSI EPSO: COSA NON HA FUNZIONATO?

DOSSIER 02 · REMOTE TESTING E PROCTORING

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Confederazione Sindacale Internazionale Ricercatori, Funzionari e Agenti