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CONF. FIR

Confederation of International Research and Administration Officials

COLLEGHI DEL PMO: OGGI A LORO DOMANI A NOI

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Dic 15, 2022

Chronicles of a disaster foretold

Today, 15 December 2022, a delegation of colleagues from the PMO Luxembourg came to the CCP plenary to report on the difficult situation they are experiencing.

About ten colleagues sat down with us and started to tell us about the current conditions under which they work.

As soon as the description began, a colleague who had not spoken burst into tears and left the room…

A shock! As the speaker of the moment continued to speak, our attention was riveted.

The entire PMO, Brussels, Luxembourg and Ispra, is experiencing unprecedented stress, even for us accustomed to staff problems.

The facts: the new director of the PMO towards the end of 2021 implements a profound restructuring; he launches an update of the basic software used by the various sub-services and, at the same time, does a general repositioning of the services themselves by moving those who had been doing one job for years to another job.

At this point in time, the PMO is paying, like everyone else, for the downsizing of its staff (which had begun before this internal reorganisation) that had not, in spite of everything, lowered the efficiency of the service provided.

Result? Total chaos!

The decisions to impose the study of administrative rules different from those known, and at the same time the compulsory training for new softwares, are extremely burdensome actions for the staff that no one understands because they are clearly of no benefit.

To this must be added a handicap: the PMO was appointed the support service for all employees and pensioners of the Union a few years ago; it also deals with the reimbursement of candidates for selections that have grown during the pandemic period.

The answer from the top hierarchy was peremptory ‘there are no extra resources’ and the middle management’s implemented solution was to organise solution meetings that only created a further erosion of resources dedicated to the core PMO business (direct personnel support) by virtue of preparing the meetings!

Today, a large proportion of PMO colleagues are on sick leave, have suffered burnout, have asked for retirement or transfer, and for some have even resigned even though they are on permanent contracts.

This has further aggravated the work of the few remaining ones who will probably end up following the same paths.

“In spite of this announced disaster, the top hierarchy has not taken a step backwards to return to emergency operations, putting the sectors back to doing the previous job, which only last year had earned numerous commendations from the institutions served,” says a delegate colleague. “As the only panacea, a psychosocial support course was set up by the Medical Service,” a partial admission that something is wrong.

It should also be pointed out that some time ago, an anonymous voice uncovered the malaise these people suffer, by means of a letter addressed to President Von der Leyen. But by now not even the moribund remaining social dialogue gives hope.

The united trade unions will call a strike on 24 January in the 3 largest sites of the institutions, in defence of our rights as workers and human beings.

Roberto Tedeschi

Cronache di un disastro annunciato

Oggi, 15 dicembre 2022, una delegazione di colleghi del PMO di Lussemburgo è venuta alla plenaria del CCP a ragguagliare sulla situazione difficile che stanno subendo.

Una decina di colleghi si sono seduti con noi ed hanno iniziato a raccontarci l’attualità delle condizioni in cui lavorano.

Appena iniziata la descrizione, una collega che non aveva preso parola è scoppiata in lacrime ed è uscita dalla sala…

Uno shock! Mentre la relatrice del momento continuava a parlare, la nostra attenzione si è fatta massima.

Il PMO intero, Bruxelles, Lussemburgo e Ispra, sta vivendo una condizione di stress inaudita, anche per le nostre orecchie avvezze ai problemi dello staff.

I fatti: il nuovo direttore del PMO verso la fine del 2021 implementa una ristrutturazione profonda; lancia l’aggiornamento dei softwares di base utilizzati dai vari sotto servizi e, contemporaneamente, fa un generale riposizionamento dei servizi stessi spostando chi faceva un lavoro da anni a un’altra mansione.

In questo momento storico il PMO paga, come tutti, il ridimensionamento del personale (iniziato da prima di questa riorganizzazione interna) che nonostante tutto non aveva abbassato l’efficienza del servizio erogato.

Risultato? Il caos totale!

Le decisioni di imporre lo studio di regole amministrative diverse da quelle conosciute e contemporaneamente la formazione obbligatoria per i nuovi softwares, sono azioni pesantissime per il personale che nessuno comprende perche’ palesemente senza alcun beneficio.

A questo va aggiunto un handicap: il PMO è stato nominato il servizio di supporto per tutti i dipendenti e pensionati dell’Unione qualche anno fa; si occupa infatti anche dei rimborsi dei candidati alle selezioni che sono cresciuti durante il periodo pandemico.

La risposta dell’alta gerarchia è stata perentoria “non ci sono risorse extra” e la soluzione implementata del middle management è stata quella di organizzare riunioni risolutive che hanno solo creato un’ulteriore erosione delle risorse dedite al core business PMO (assistenza diretta al personale) in virtù della preparazione delle riunioni stesse!

Oggi, una grossa fetta dei colleghi del PMO è in malattia, ha subito burnout, ha chiesto il pensionamento o il trasferimento e per alcuni addirittura si è arrivati alle dimissioni seppure con contratto a tempo indeterminato.

Il tutto ha ulteriormente aggravato il lavoro dei pochi rimasti che finiranno, probabilmente, per seguire le stesse strade.

Nonostante questo disastro annunciato l’alta gerarchia non ha fatto un passo indietro per tornare a un’operatività d’emergenza rimettendo i settori a fare il precedente lavoro, che solo l’anno scorso aveva valso numerosi elogi da parte delle istituzioni servite” dice una collega delegata ”Come sola panacea è stato istituito un percorso di supporto psicosociale dal Servizio Medico”, una parziale ammissione che qualcosa non va.

Va segnalato inoltre che tempo fa, una voce anonima ha scoperchiato il malessere che queste persone subiscono, per mezzo di una lettera indirizzata alla Presidente Von der Leyen. Ma ormai nemmeno il moribondo dialogo sociale restante fa sperare.

I sindacati uniti, il prossimo 24 gennaio indiranno uno sciopero nei 3 siti maggiori delle istituzioni, per la difesa dei nostri diritti di lavoratori e di esseri umani.

Roberto Tedeschi

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