CONF FIR
ITER, Commissione e JRC: CONF FIR contro i tagli senza garanzie
Il caso ITER è un segnale d’allarme per tutta la funzione pubblica europea. CONF FIR denuncia il rischio che le esigenze di bilancio diventino la giustificazione per ridurre organici, indebolire le tutele e scaricare nuovi carichi di lavoro sui colleghi. Per il JRC, la questione è già concreta: i documenti ufficiali descrivono una riduzione programmata delle risorse umane nell’ambito Euratom.
Un’amministrazione europea forte si costruisce con personale competente, continuità e responsabilità. Per CONF FIR, trattare le persone come una voce di spesa da comprimere mette in discussione la capacità delle istituzioni di svolgere i propri compiti.
Il collegamento tra ITER e Commissione è politico e organizzativo: le decisioni dell’organizzazione internazionale non si applicano automaticamente al personale UE. Questa differenza, però, non giustifica l’indifferenza davanti a un modello di gestione che può indebolire il lavoro pubblico.
ITER: il bilancio non può cancellare le garanzie
La documentazione pubblica del 12 agosto 2026 ricostruisce le riduzioni decise a ITER nel luglio precedente. Riporta una riduzione del personale prospettata del 6–8%, a fronte di un ammanco previsto di circa 170 milioni di euro annui. Contesta modifiche alle regole applicate a contratti già in essere, la riduzione del massimale dell’indennità per perdita del posto da 12 a 8 mensilità e appena cinque giorni lavorativi per presentare osservazioni. [1]
CONF FIR considera queste criticità un allarme che esige risposte documentate. La loro regolarità deve essere verificata nelle sedi competenti; sul piano sindacale, un’esigenza di risparmio non può rendere irrilevanti l’ascolto dei lavoratori, la trasparenza dei criteri e la tutela delle famiglie.
La risposta congiunta di DG ENER, DG HR e Segretariato generale, firmata elettronicamente il 24 settembre e richiamata nella corrispondenza come risposta del 25 settembre, invoca l’autonomia giuridica di ITER e il suo statuto distinto. Precisa che le decisioni non modificano le condizioni d’impiego del personale di Fusion for Energy, soggetto al quadro UE. [3]
Il 2 ottobre 2026 una successiva nota ai commissari Serafin e Jørgensen ha chiesto di chiarire la posizione assunta dal rappresentante della Commissione nel Consiglio ITER e l’eventuale esame preventivo delle modifiche da parte di DG HR e dei servizi giuridici. [2]
CONF FIR pone oggi queste domande al centro della propria denuncia: quale posizione ha assunto la Commissione? Quali controlli ha svolto? Quali obiezioni ha formulato?
Euratom, rappresentata dalla Commissione, siede nel Consiglio ITER e l’UE finanzia circa il 45% del progetto. [4] Per CONF FIR, la distinzione tra gestione diretta e partecipazione alla governance lascia pienamente aperta la richiesta di responsabilità politica e trasparenza.
La storia dei tagli: il personale europeo ha già pagato
Il precedente generale risale al ciclo 2013–2017. La Corte dei conti europea ha documentato l’attuazione dell’obiettivo di riduzione del 5% dei posti, realizzato soprattutto sopprimendo posti vacanti e non sostituendo chi lasciava il servizio.
Nuovi posti concessi per altre esigenze ne compensarono gran parte: il saldo complessivo rilevato nel 2017, nel perimetro delle istituzioni, degli organismi e delle agenzie esaminati, era −1,1%. [5]
La relazione speciale 15/2019 mostra quanto diversi furono gli effetti dentro la Commissione: tra il 2013 e il 2018 il personale diminuì del 13% in DG AGRI e del 18% in DG SANTE, mentre ECHO e HOME crescevano. La Corte segnalò maggiore ricorso ai contrattuali, problemi di continuità delle conoscenze e minore attrattività delle condizioni d’impiego. [6]
CONF FIR richiama questa storia perché un saldo generale può nascondere l’indebolimento di singoli servizi. Dietro una percentuale contenuta possono esserci unità che perdono competenze e colleghi chiamati a sostenere attività rimaste senza personale sufficiente.
La relazione speciale 24/2024 aggiunge un altro elemento: tra il 2019 e il 2023 gli agenti temporanei impiegati alla Commissione su posti permanenti passarono da 787 a 2.299. La Corte sottolinea il rischio di perdere conoscenze quando il personale deve lasciare il servizio senza una soluzione stabile. [7]
Questi precedenti non descrivono licenziamenti identici a quelli contestati a ITER. Documentano però un rischio che CONF FIR vuole contrastare: organici ridotti, sostituzioni mancate e funzioni durature affidate a rapporti meno stabili possono compromettere la continuità del servizio pubblico.
Bilancio 2027 e Large-Scale Review: servono impegni, non formule
Nelle conclusioni del 17 febbraio 2026 sugli orientamenti di bilancio per il 2027, il Consiglio chiede misure per contenere la spesa amministrativa, utilizzando anche i risultati della Large-Scale Review.
Il punto 10 richiama stabilità degli organici, risparmi sulle spese diverse dagli stipendi e una politica immobiliare prudente. È un indirizzo di contenimento, non una decisione di licenziamento. [8]
La Commissione presenta la revisione come un esercizio su persone e cultura, strutture e processi, con raccomandazioni definitive entro la fine del 2026. [9]
CONF FIR chiede che ogni proposta renda espliciti gli effetti su organici, carichi di lavoro e capacità operative. “Efficienza”, “flessibilità” e “semplificazione” devono tradursi in miglioramenti verificabili per i servizi e per chi vi lavora.
Digitalizzazione e intelligenza artificiale vanno valutate sui risultati: risparmi ipotetici non possono giustificare riduzioni preventive del personale.
JRC: la riduzione delle risorse è già nei documenti ufficiali
Il documento della Commissione SWD(2025) 54 final, del 28 febbraio 2025, collega il calo del finanziamento delle azioni dirette JRC Euratom — 19,7% rispetto al programma precedente, nel confronto a prezzi costanti descritto dal documento — a una riduzione delle risorse umane di 129 equivalenti a tempo pieno, articolata così: [10]
| Posti interessati dal piano | Numero | Periodo |
|---|---|---|
| Permanenti | 96 | 2021–2027 |
| Temporanei | 33 | 2026–2027 |
Il dato riguarda il quadro JRC Euratom: non equivale a 129 licenziamenti, non rappresenta un taglio del 19,7% a tutto il JRC e non identifica la quota di Ispra.
Il documento non consente di ricostruire quanto del piano sia stato attuato al 7 ottobre 2026. Indica inoltre una strategia di concentrazione futura dei laboratori nucleari con materiali radioattivi a Geel e Karlsruhe. [10]
CONF FIR chiede una rendicontazione precisa: quali posti sono stati ridotti, in quali siti e unità, con quali modalità e conseguenze? Quali effetti avrà la concentrazione delle infrastrutture sugli altri siti?
Il personale deve poter valutare scelte che incidono sul proprio lavoro e sul futuro della ricerca.
Ispra: la ricerca non funziona senza persone e servizi
Ispra è il maggiore sito del JRC e il terzo della Commissione dopo Bruxelles e Lussemburgo. La presentazione ufficiale riconosce che la ricerca su salute, ambiente, sicurezza e tecnologie si appoggia a infrastrutture, logistica, amministrazione, emergenza e servizio medico. [11]
Per CONF FIR la difesa di Ispra comprende l’intera comunità di lavoro: ricercatori, tecnici, assistenti, personale amministrativo, temporanei, contrattuali e servizi di supporto. La continuità dei gruppi scientifici dipende anche dalla tenuta delle funzioni che permettono ai laboratori di operare.
La nostra valutazione è che una riduzione non adeguatamente esaminata possa produrre ritardi, maggiore pressione e perdita di capacità, anche con un numero complessivo di addetti apparentemente stabile. Occorre conoscere la distribuzione effettiva delle competenze e confrontarla con le attività da svolgere.
Il programma JRC 2025–2027, organizzato in 25 portafogli di ricerca, conferma una missione ampia al servizio delle politiche europee. [12] Questa missione richiede risorse coerenti e una valutazione delle conseguenze di ogni riallocazione.
Nelle fonti esaminate non emerge un piano generale di licenziamenti a Ispra paragonabile a ITER. CONF FIR chiede però di rendere trasparenti, adesso, la distribuzione e l’attuazione delle riduzioni Euratom. Aspettare che le difficoltà diventino emergenze significa intervenire troppo tardi.
Le richieste di CONF FIR
La tutela del personale si misura con impegni verificabili. CONF FIR chiede:
- Trasparenza sull’attuazione del piano JRC Euratom: dati per sito, unità, categoria e modalità di riduzione.
- Valutazioni preventive di ogni riorganizzazione: effetti dei trasferimenti di attività, carichi di lavoro, competenze disponibili e continuità dei servizi essenziali.
- Partecipazione effettiva del personale prima delle decisioni: documenti accessibili e tempi adeguati per formulare proposte e alternative.
- Tutela delle competenze dei temporanei e dei contrattuali: soluzioni di continuità e percorsi di carriera compatibili con il quadro applicabile.
- Responsabilità verificabili nella governance di ITER: chiarimenti sulla posizione della Commissione e sui controlli effettuati.
CONF FIR difende il personale e la capacità dell’Europa di agire. Le competenze costruite in anni di lavoro non si ricreano con una riga di bilancio. Ogni riduzione deve avere criteri trasparenti, conseguenze valutate e garanzie per le persone.
