• Ottobre 23, 2026 4:04 pm

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Confederation of International Research and Administration Officials

Scossa politica dalla Germania: AfD oltre il 44%. Cosa significa per Commissione, JRC e personale UE

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Set 6, 2026
CONF FIR · Attualità europea

Nessuna conseguenza automatica e immediata per il personale UE. Ma il programma dell’AfD prevede un radicale ridimensionamento dell’attuale Unione, della sua amministrazione e della ricerca europea. Per CONF FIR è un segnale da analizzare con serietà, senza allarmismi ma senza sottovalutazioni.

Secondo le proiezioni diffuse nella serata del 6 settembre, l’AfD ha ottenuto oltre il 44% dei voti nelle elezioni regionali della Sassonia-Anhalt, più che raddoppiando il risultato del 2021 e distanziando nettamente la CDU. La distribuzione definitiva dei seggi e la possibilità di formare un governo dovranno essere confermate dal risultato ufficiale, ma la portata politica del voto è già evidente.

Il punto essenziale

Si tratta di un’elezione regionale: il risultato non modifica domani mattina lo Statuto, le retribuzioni, le pensioni, gli organici o il bilancio della Commissione europea.

Il Land della Sassonia-Anhalt non dispone del potere di decidere su queste materie. Ciò non significa, però, che il voto sia irrilevante per chi lavora nelle istituzioni europee.

Un risultato di questa dimensione rafforza politicamente un partito che propone una trasformazione profonda dell’Unione europea e può influenzare il dibattito tedesco, le scelte degli altri partiti e, nel medio periodo, la posizione della Germania nelle istituzioni dell’UE.

Che cosa dice realmente il programma dell’AfD

Nel programma per le elezioni federali del 2025, l’AfD sostiene che la Commissione abbia utilizzato le crisi degli ultimi anni per spingere l’Unione verso uno Stato federale sovranazionale.

Il partito propone di sostituire l’attuale UE con un “Bund europäischer Nationen”, un’unione di nazioni europee sovrane nella quale la collaborazione comune sarebbe limitata principalmente al mercato, alla protezione delle frontiere esterne, alla sicurezza strategica e alla tutela delle culture nazionali. Tutte le altre competenze dovrebbero tornare agli Stati.

Nel programma per le elezioni europee del 2024, la posizione è ancora più esplicita: l’AfD propone l’abolizione del Parlamento europeo e, in attesa di una complessiva riorganizzazione, il trasferimento della funzione legislativa al Consiglio, vincolato alle decisioni dei parlamenti nazionali.

Lo stesso documento critica duramente le dimensioni dell’amministrazione europea, le retribuzioni e i diritti pensionistici dei funzionari e degli altri dipendenti dell’UE, dichiarando il proprio sostegno a ogni riduzione dell’apparato amministrativo europeo.

Una precisazione necessaria

Non sarebbe corretto affermare che l’attuale programma federale chieda esplicitamente di “abolire la Commissione europea”. È però corretto affermare che il modello proposto ridurrebbe radicalmente il ruolo, le competenze e, con ogni probabilità, le risorse dell’attuale Commissione.

Ricerca europea e JRC: quali sono i rischi reali

Per il personale del Joint Research Centre il tema è particolarmente sensibile.

Nel proprio programma europeo l’AfD chiede di ridurre il finanziamento europeo della ricerca e dell’innovazione e di sciogliere il Consiglio europeo della ricerca. Sostiene inoltre che la maggior parte della politica di ricerca debba rimanere sotto il controllo nazionale, pur ammettendo forme di cooperazione europea per alcuni grandi progetti, come la ricerca nucleare e sulla fusione.

Il programma non cita specificamente il JRC e non contiene una proposta esplicita di chiusura del sito di Ispra. Sarebbe dunque scorretto diffondere questa conclusione come un fatto.

È però ragionevole rilevare che una forte riduzione delle competenze, dei programmi e del bilancio europeo della ricerca potrebbe produrre pressioni sulle priorità scientifiche, sugli organici, sulle infrastrutture e sul futuro dei diversi siti del JRC.

La questione assume un peso ancora maggiore mentre si definiscono il futuro Quadro finanziario pluriennale e i programmi di ricerca successivi al 2027.

Il Quadro finanziario dell’UE deve essere approvato all’unanimità dal Consiglio, dopo il consenso del Parlamento europeo: la posizione del futuro governo federale tedesco sarà quindi determinante. Il voto in un singolo Land non conferisce oggi all’AfD questo potere, ma dimostra una crescita politica che non può essere ignorata.

I diritti non cambiano domani, ma la politica di oggi prepara le decisioni di domani

Anche lo Statuto dei funzionari e il regime applicabile agli altri agenti non possono essere modificati da un governo regionale o dalla decisione di un singolo partito. Le modifiche richiedono una procedura legislativa europea con l’intervento del Parlamento e del Consiglio.

Il rischio più immediato è quindi politico, non giuridico.

Una crescente ostilità verso l’amministrazione europea può tradursi progressivamente in pressioni per ridurre il bilancio amministrativo, bloccare le assunzioni, diminuire gli organici, aumentare l’esternalizzazione, rimettere in discussione pensioni e condizioni d’impiego o limitare i programmi comuni di ricerca.

Questo segnale arriva inoltre mentre la Commissione sta discutendo la propria riorganizzazione e la Large-Scale Review. Le riforme interne non possono essere considerate separatamente dal quadro politico generale: ogni modifica deve rafforzare la capacità della funzione pubblica europea, non preparare un suo indebolimento.

La posizione di CONF FIR

CONF FIR rispetta pienamente le decisioni democratiche dei cittadini e non intende sostituirsi ai partiti né indicare al personale come votare.

Il compito di un’organizzazione sindacale è però valutare in modo indipendente le conseguenze delle scelte politiche sui lavoratori e intervenire prima che i rischi diventino decisioni irreversibili.

Per questo CONF FIR continuerà a chiedere:

  • la difesa dello Statuto, delle pensioni e delle condizioni di lavoro di tutte le categorie del personale;
  • organici adeguati e meno ricorso all’esternalizzazione e al precariato;
  • finanziamenti stabili per il JRC e la salvaguardia di tutti i suoi siti;
  • il pieno coinvolgimento delle rappresentanze del personale nella Large-Scale Review e nelle future riforme;
  • una comunicazione trasparente, capace di spiegare ai cittadini il valore concreto della funzione pubblica europea e della ricerca comune.
«Il personale non deve reagire con paura, ma con consapevolezza. Il risultato in Sassonia-Anhalt non modifica oggi i nostri diritti, ma il clima politico nel quale saranno prese le decisioni di domani sta cambiando. CONF FIR seguirà con attenzione questa evoluzione e difenderà una funzione pubblica europea forte, indipendente e al servizio dei cittadini.»
Marco Gemelli
Presidente CONF FIR

Fonti principali

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